In breve. Ogni figlio ha un costo mensile di riferimento, uguale in tutta Italia e diverso per età e area. Ciascun genitore lo sostiene in proporzione al proprio reddito netto disponibile. Chi ospita i figli nelle sue notti paga direttamente le spese di tutti i giorni e il conto dedicato regola il resto. Nessuno scende sotto una soglia di protezione.
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1. Il costo dei figli: una tabella nazionale
La proposta prevede una tabella nazionale del costo mensile di ogni figlio, per fascia d'età e area geografica, aggiornata ogni due anni (articolo 3 e Allegato A). In prima applicazione, al Nord il costo è di 480 euro per un figlio da 0 a 5 anni, 550 da 6 a 11, 700 da 12 a 17 e 750 da 18 a 24 anni in formazione. Al Centro vale il 90% e al Sud e nelle isole l'80%. Il 60% è spesa di tutti i giorni, il 40% spesa programmabile (scuola, sport, sanità). Sono valori ragionevoli, da confermare.
2. Il reddito netto disponibile
Il reddito netto disponibile di ciascun genitore (articolo 3-bis) parte dal reddito netto mensile, medio degli ultimi due anni, dopo imposte e contributi, senza assegno unico e sussidi. A questo si aggiunge un rendimento figurato sul patrimonio oltre 100.000 euro e si tolgono la rata del mutuo o l'affitto della casa dove si vive (fino a un tetto di 700, 550 o 450 euro al mese secondo l'area), i costi dei beni inagibili e il mantenimento di altri figli. Il risultato non scende mai sotto zero.
3. Il patrimonio, in modo semplice
Il patrimonio conta solo oltre la franchigia di 100.000 euro e non comprende la casa dove si vive né un'auto d'uso. Conti e titoli valgono il 100%. Immobili e beni vendibili o affittabili valgono il 70% del valore di mercato. I beni inagibili, invendibili o non affittabili da oltre 24 mesi valgono zero. Sulla parte computabile si applica un rendimento figurato annuo (nell'esempio il 3%, tra l'1% e il 4% pubblicato ogni anno dal Ministero dell'economia). Per le imprese il calcolo lo fa un perito nominato dal giudice, che tiene riservati i documenti.
4. Chi paga cosa
La quota di ciascun genitore è il suo reddito netto disponibile diviso la somma dei due. Se i redditi sono 4.500 e 1.500 euro, le quote sono 75% e 25%. Con due figli di 8 e 14 anni al Nord il costo è di 1.250 euro: 937,5 euro e 312,5 euro. Il genitore paga direttamente le spese di tutti i giorni nelle sue notti. La differenza rispetto alla sua quota si regola con un contributo perequativo, e le spese programmabili si versano su un conto dedicato ai figli, con rendiconto trasparente (articolo 4).
5. La soglia di protezione
Il contributo non può far scendere un genitore sotto una soglia mensile: 1.100 euro al Nord, 1.000 al Centro, 850 al Sud e nelle isole. La parte che non si riesce a coprire resta alle misure di sostegno già previste per tutte le famiglie. Così la separazione non crea sussidi che la famiglia unita non avrebbe avuto.
6. Tempi e rapidità
Senza accordo ciascun genitore ha almeno un terzo del tempo (a metà se vicini e cooperativi), salvo violenza, abuso o pericolo (articolo 2). Ogni due anni il contributo si rivede solo se i redditi o il costo cambiano oltre il 10%, usando dati già in possesso dell'Agenzia delle entrate, senza produrre documenti. Le controversie si decidono con procedura sommaria, con provvedimento entro 60 giorni (articolo 9). L'obiettivo è che le regole siano le più giuste possibili ma anche semplici e veloci da applicare.
Un esempio completo
| Famiglia nel Sud e isole, due figli di 8 e 14 anni | Genitore A | Genitore B |
|---|---|---|
| Reddito netto | 4.500 € | 1.500 € |
| Affitto dedotto (tetto 450 €) | 0 € | 400 € |
| Reddito netto disponibile | 4.500 € | 1.100 € |
| Quota del costo (1.000 €) | 80,4% | 19,6% |
| Notti al mese | 10 | 20 |
| Totale dovuto | 804 € | 196 € |
Il Genitore B ospita i figli più a lungo ma sostiene meno, perché ha meno reddito. Può rifare il calcolo con i propri numeri nel questionario guidato.
Domande frequenti
Cos'è il reddito netto disponibile?
È il reddito netto medio di due anni, più un piccolo rendimento figurato sul patrimonio oltre 100.000 euro, meno la casa dove si vive (fino a un tetto), gli oneri dei beni inagibili e gli altri figli. Non scende mai sotto zero.
Chi ospita di più i figli paga di meno?
Ciascun genitore sostiene una quota del costo in proporzione al reddito. Le spese di tutti i giorni pagate direttamente nelle proprie notti sono detratte dalla quota e la differenza si regola con il contributo perequativo.
Cos'è la soglia di protezione?
È un importo mensile che resta sempre a ciascun genitore: 1.100 euro al Nord, 1.000 al Centro, 850 al Sud e nelle isole nei valori di prima applicazione.
Il patrimonio conta sempre?
Solo per la parte oltre 100.000 euro, escludendo la casa dove si vive e un'auto d'uso. Conti e titoli valgono il 100%, immobili e beni vendibili il 70%, beni inagibili o invendibili da oltre 24 mesi zero.
Guida a una proposta di legge, non a una legge in vigore: non ha valore legale e non sostituisce un avvocato. Testo completo: proposta di legge (PDF).